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Monthly Archives: Mar 2017

Couscous ai frutti di mare

 

 

Hai invitato a pranzo degli amici che amano particolarmente i piatti a base di pesce, ma non hai voglia di servire loro i classici spaghetti con le vongole ecc. Vuoi puntare su qualcosa dal gusto esotico. Perfetto, che ne dici del couscous ai frutti di mare?

Bene, sembra che l’idea ti stuzzichi, allora vediamo cosa ti serve per la preparazione: 1, Kg di cozze, 1 Kg di vongole, 500 g di calamari, 400 g di gamberi, 450 g di pomodoro ciliegino, olio extravergine di oliva, vino bianco, aglio, peperoncino fresco, sale, pepe nero, menta.

L’operazione preliminare è di far spurgare i molluschi che vanno messi in un recipiente con acqua e sale. I molluschi dovranno restare in acqua per due ore circa (assicurati che sia stata rimossa tutta la sabbia). Fatto ciò, vanno puliti i calamari e quindi tagliati ad anelli, e i gamberi la cui polpa va separata in due.

A questo punto fai soffriggere un po’ d’aglio e del peperoncino quindi aggiungi i molluschi.

Lascia che cuociano un paio di minuti a fiamma alta, poi aggiungi un bicchiere di vino bianco e attendi che l’alcool evapori del tutto, quindi metti il coperchio e attendi che vongole e cozze si aprano. Passa i molluschi in una ciotola, aiutandoti con una schiumarola e metti da parte l’acqua della cottura, preoccupandoti di togliere l’aglio e il peperoncino. Metti un colino in una ciotola e copri il colino con una garza sterile: versa l’acqua di cottura. L’acqua, debitamente filtrata, va tenuta in caldo.

Sguscia i molluschi ma lasciane qualcuno intero così da usarlo come decorazione. Metti il couscous in una ciotola, aggiungi 320 g del brodo (ben caldo) ottenuto in precedenza, e un po’ d’olio d’oliva. Corpi tutto con la pellicola trasparente e attendi 3 o 4 minuti. Noterai che il brodo sarà stato completamente assorbito dal couscous, sgranalo con una forchetta.

Taglia i pomodori in quattro parti, scalda dell’altro olio sempre con aglio e peperoncino, e fai soffriggere. Aggiungi i calamari e cuocili qualche istante a fiamma alta, aggiungi sale e pepe e rimuovi aglio e peperoncino.

Trascorsi 5 minuti di cottura, aggiungi il pomodoro, attendi altri 4 minuti e aggiungi i gamberi. Trascorso 1 minuto, è la volta dei molluschi. Lascia il fuoco acceso giusto il tempo di consentire ai molluschi di riscaldarsi, poi spegnilo e aggiungi il couscous.

Dai una bella mescolata e aggiungi la menta tritata, un’altra mescolata e il piatto è servito.

 

 

Bavette al pesto

 

La pasta al pesto (o come nel nostro caso, le bavette) è un piatto tipico della cucina ligure. L’ingrediente principale è il basilico fresco (50 g) che andrà mescolato con mezzo spicchio d’aglio, 70 g di parmigiano reggiano grattugiato, 30 g di pecorino grattugiato, 100 g di olio extravergine d’oliva, 15 g di pinoli e del sale. Vediamo qual è il processo di preparazione per trasformare le foglie di basilico in una deliziosa crema verde.

Dopo aver lavato per bene le foglie mettendole in una ciotola con acqua (no acqua corrente), ti troverai davanti a due scelte: la prima è quella tradizionale che prevede l’uso di un mortaio, l’altra è più pratica e veloce e prevede l’uso di un frullatore o, in alternativa, un mixer a immersione.

Siccome vogliamo restare fedeli alla tradizione ligure, noi useremo il mortaio. Nel mortaio metti come prima cosa qualche spiccio d’aglio sbucciato insieme a qualche grano di sale (quello grosso) e inizia a pestare fino a trasformare l’aglio in una sorta di crema.

A questo punto aggiungi le foglie di basilico insieme a qualche altro granello di sale: attenzione al movimento del pestello che deve essere fatto in modo che le foglie vengano schiacciate contro le pareti del mortaio, accertandoti che compia un movimento orario e al tempo stesso che il pestello giri su se stesso in senso antiorario.

Questa operazione va portata avanti fin quando dal basilico non  esce un liquido verde. È a questo punto che entrano in scena i pinoli che, insieme al formaggio da aggiungere subito dopo, avranno il compito di dare cremosità alla salsa e infine l’olio che, attenzione, va versato a filo mescolando con il pestello, senza fermarsi.

Continua ad amalgamare tutti gli ingredienti fino a ottenere una salsa omogenea. Nel frattempo le nostre bavette sono al dente e pronte da scolare. Ma prima preleva uno o due cucchiai di acqua della cottura per stemperare il pesto che nel frattempo avrai adagiato in una padella, Ora metti le bavette nella padella e mescola bene. Il piatto è pronto.

 

 

Caffeina e sport

 

La caffeina è un alcaloide naturale che si trova naturalmente nelle piante del caffè, té, cacao, cola, guaranà e mate. Ma la caffeina, si trova anche nelle bevande che si ricavano da queste piante, soprattutto nel caffè. La caffeina ha un effetto psicoattivo ed è praticamente assunta in tutto il mondo sia a scopo ricreativo che medico.

Questa sostanza può offrire diversi vantaggi a chi fa attività sportiva. Innanzitutto stimola il sistema nervoso centrale, di conseguenza, si riduce la percezione della fatica. Non solo, agendo sui meccanismi biochimici che interessano il calcio, il sodio e alcuni particolari enzimi, la caffeina migliora la contrazione del muscolo.

Stimolando la produzione di adrenalina, aumenta la frequenza cardiaca e la forza di contrazione del cuore. Il rilascio di adrenalina permette di meglio utilizzare i grassi come carburante, inoltre, incrementa i livelli di AMP-ciclico, una sostanza che attiva enzimi come le lipasi. Le lipasi hanno la proprietà di bruciare i grassi.

Chi fa sport sa quanto è fastidioso l’acido lattico. Ebbene, secondo uno studio condotto dal dottor Mc Naughton del Center of Physical Education del Tasmanian Institute of Technology (Australia), l’assunzione della caffeina riduce la produzione dell’acido lattico. Da diversi decenni, esperti di fama mondiale studiano gli effetti della caffeina sul rendimento degli atleti. Un primo interessante risultato del rapporto tra caffeina e prestazioni sportive lo ottenne una ricerca del dottor David Costill che somministrò 250 mg di caffeina a un gruppo di ciclisti mentre a un gruppo di controllo diede un semplice placebo. Ebbene, il gruppo che aveva assunto la caffeina pedalò per 90,2 minuti mentre il gruppo di controllo, pur pedalando con la stessa intensità del primo gruppo, andò avanti per 75,5 minuti.

Secondo Costill, il risultato era dovuto alla minore percezione dello sforzo. Uno studio del 1982, condotto dal dottor Toner, aggiunse un altro dato importante che spiegava la migliore prestazione sportiva dei ciclisti, ovvero, favoriva un leggero aumento del consumo dell’ossigeno. Ovviamente questi dati sono da intendersi validi per persone abituate all’attività fisica. Non servirà a nulla bere litri di caffè se non c’è una base solida fatta di esercizio fisico.